I vini Piemontesi più famosi

I vini Piemontesi più famosi

Il Piemonte è una regione che geograficamente si trova ai piedi delle Alpi occidentali, quindi in una posizione unica che conferisce alcune caratteristiche chiave ai vitigni presenti nel contesto. Il clima infatti contribuisce a generare un’ampia variazione della temperatura giorno-notte che permette di ottenere alcuni tra i vini più rinomati al mondo.

Il Dolcetto d’Alba

Ottenuto esclusivamente da uve Dolcetto, l’omonimo vino è uno tra i più apprezzati della regione Piemonte. Si tratta inoltre di un nettare fruttato e fresco prodotto principalmente nelle province di Alba, Asti e Cuneo. Solitamente il primo è più leggero rispetto ai secondi che sono invece di medio corpo e caratterizzati da aromi di frutta scura con sentori di pepe, liquirizia, spezie e talvolta presentano un leggero retrogusto mandorlato. Sebbene siano generalmente giovani, alcuni vitigni possono invecchiare bene ed essere classificati come Superiori, purché invecchiati per un minimo di dodici mesi. Spesso definito genericamente come un vino adatto al cibo, il Dolcetto si abbina tuttavia in modo particolare con salumi, piatti di legumi o pizza così come alcuni classici piemontesi tipo la carne cruda, gli agnolotti e diversi primi piatti con ragù di vitello o manzo e sughi a base di funghi.

Il Nebbiolo

I veri amanti del vino piemontese apprezzano l’interazione tra potenza e bellezza che definisce quelli a base di uva Nebbiolo. Questa tipologia di vitigni originari della suddetta regione, sono tra l’altro considerati un’alternativa più economica rispetto alla specie francese della Borgogna, i cui prezzi sono fuori portata per la maggior parte dei consumatori. Premesso ciò, va altresì aggiunto che il vino ricavato dal Nebbiolo può essere paragonato al Pinot Nero per la sua trasparenza e gusto. A margine va aggiunto che a differenza del Cabernet Sauvignon, il Nebbiolo è un’uva con un’elevata acidità, un colore granato chiaro, tannini intensi nonché una gradazione alcolica moderatamente oscillante tra il 13 e il 15%. Il Nebbiolo d’Alba come si evince dalla denominazione stessa viene prodotto intorno all’omonima città, e sebbene la denominazione consenta anche la produzione di spumanti, i preferiti sono sicuramente i vini rossi in quanto invecchiano bene e devono maturare per un minimo di un anno per ottenere un’acidità ben bilanciata e tannini decisi che possono tuttavia addolcirsi con l’età.

Il Barolo

Il Barolo è stato a lungo chiamato il re del vino, e tale fama è dovuta alle colline piemontesi dichiarate di recente dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Premesso ciò, va altresì aggiunto che tra i tanti vitigni i più noti per la qualità sono quelli di La Morra, Serralunga d’Alba e di Monforte d’Alba, anche se molti sommelier amano la finezza di quelli di Verduno. A margine è importante sottolineare che il Barolo ha ottenuto lo status di Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), e le normative impongono che debba invecchiare almeno tre anni prima della commercializzazione e cinque anni per la Riserva. Per garantire ulteriormente la qualità, solo i vigneti sulle colline esposte a sud rientrano nel suo ambito, anche se con il cambiamento climatico questo potrebbe modificarsi nei prossimi anni.

L’Arneis

Tra i vini piemontesi più apprezzati al mondo oltre ai rossi ci sono anche alcuni bianchi, e tra i tanti un’eccellenza è sicuramente quello prodotto dai vitigni Arneis. Le uve infatti consentono di produrre il Roero Arneis DOCG sia tradizionale che in spumante. Inoltre è importante sottolineare che questa etichetta è tra le più indicate per accompagnare svariate tipologie di primi piatti, così come risotti e pietanze a base di pesce. Sempre in riferimento a questi vitigni, va tuttavia aggiunto che un assaggio merita anche il Cortese, ossia un vino secco prodotto nella zona di Gavi in provincia di Alessandria, e che è particolarmente apprezzato come aperitivo composto da formaggi freschi oppure a base di molluschi nonché come spumante.