Il Progresso Tecnico ed i Settori Produttivi

Il Progresso Tecnico ed i Settori Produttivi

Cos’è il progresso tecnico?

Alcuni economisti considerano insieme ai fattori produttivi un altro elemento che incide sulla produzione: il progresso tecnico.

Si intende per progresso tecnico l’insieme delle scoperte applicate al mondo della produzione per migliorare la stessa ottenendo così un aumento di produttività; ad esempio l’invenzione di una nuova macchina che velocizza la produzione di un bene oppure il miglioramento delle caratteristiche di un bene (ad esempio telefono cellulare) sono dovute al progresso tecnico che consente di introdurre un’innovazione rispetto al prodotto oppure rispetto processo produttivo.

È chiaro che il progresso tecnico consente di utilizzare al meglio i fattori produttivi ricavandone il massimo della produttività.

Il progresso tecnico assegnato il cammino delle società moderne quando, con l’introduzione delle macchine (prima rivoluzione industriale), si è passati da una produzione sostanzialmente artigianale a quella industriale; questa fase del progresso industriale è stata definita meccanizzazione; con il successivo avvento dell’informatica si è realizzata la programmazione e la gestione di farsi sempre più complete e complesse del processo produttivo; con l’informatizzazione, oltre al lavoro manuale (già parzialmente sostituito dalle macchine) anche parte del lavoro intellettuale viene sostituito da sofisticati computer per la gestione ed il controllo del mondo della produzione e la commercializzazione dei prodotti.

 

Settori Produttivi, i settori economici che comprendono tutte le imprese della stessa attività

I settori produttivi (o settori economici) sono costituiti dall’insieme di tutte le imprese che svolgono la stessa attività produttiva o attività “dominante”.

La prima distinzione è quella tra attività produttiva e attività dominante: ad esempio possiamo avere una grande azienda che produce automobili ma che provvede anche alla vendita diretta dei beni prodotti.

L’attività di produzione e attività di commercializzazione al dettaglio c’è differenza e tutte e due queste attività sono importanti; quella dominante è, nel caso esemplificato, quella produttiva.

Fatta questa distinzione esistono diverse classificazioni dei settori economici; descriveremo quella più nota anche definita “legge dei tre settori” operata dall’economista inglese C. Clark:

  • il primo dei tre settori è quello primario; esso comprende tutte le imprese che svolgono la propria attività nell’agricoltura, la pesca e il settore estrattivo (miniere, cade, stordire); in altre parole i beni immediatamente si ricavano dalla terra, nell’accezione più ampia del termine;
  • il secondo dei tre settori è quello secondario; esso è costituito da tutte le imprese che lavorano nel campo della trasformazione dei beni intermedi in beni finali; ad esempio tutte le imprese del settore siderurgico, chimico, automobilistico eccetera ed a queste vengono aggiunte anche le imprese che lavorano nel campo edile e delle grandi infrastrutture: strade, ponti eccetera;
  • il terzo dei tre settori e quello terziario; questo settore raccoglie tutte le imprese che operano nel commercio, nei trasporti e nei servizi; ad esempio tutte le agenzie di viaggio vanno comprese nel settore così come quelle alberghiere, eccetera.

A questi tre settori ne viene affiancato un altro importantissimo: quello quaternario; questo settore comprende tutte le imprese che forniscono servizi tecnici ad alto contenuto tecnologico; ad esempio le società di servizi che si occupano della gestione di dati informatici per le altre imprese, quelle che offrono servizi informatici alle amministrazioni pubbliche, eccetera. In altre parole è questo il settore dei “servizi ai servizi” inteso come settore di supporto agli altri settori economici, in modo particolare, a quello terziario.