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POS, cosa sono e perché la tua attività ne ha bisogno

    Con le nuove disposizioni normative partite qualche settimana fa, sono aumentate le incognite circa il POS. Quali sono gli obblighi e a quali esercenti sono rivolti? Prima di rispondere a questi quesiti, sarebbe opportuno cercare di capire effettivamente di che dispositivo si tratti. 

    Cos’è il POS? 

    Il POS non è altro che un dispositivo che consente di accettare i pagamenti attraverso carte di credito, carte di debito e prepagate, mediante la lettura di un chip. Letteralmente, le tre lettere stanno ad indicare la sigla Point of Sale, espressione inglese che significa “punto di vendita”. Come facile intuire, il pagamento tramite POS non prevede l’utilizzo di contanti: ciò fa capire quanto sia vantaggioso già per gli esercenti i quali sono intenti a massimizzare le vendite e mantenersi competitivi sul mercato. 

    Forse non tutti sanno che esistono varie tipologie di POS, ecco quelle principali:

    POS fisso – Si tratta del modello tradizionale, che vediamo sui banconi delle attività commerciali e che è connesso alla rete tramite linea telefonica o cavo di rete LAN; 

    POS Wireless – Un modello più recente di POS che permette di sfruttare una connessione senza fili, per la precisione Bluetooth (fino ad una decina di metri); 

    POS GSM e GPRS – In tal caos, parliamo di un modello che è dotato di una scheda SIM e consente di effettuare transazioni commerciali anche in assenza di linea (molto utile per chi ha bisogno di spostarsi); 

    POS Mobile (qui trovi maggiori informazioni)– Infine troviamo l’mPOS, una versione avanzata che rispetto agli altri prevede la connessione via Bluetooth, ma fruibile anche attraverso smartphone e tablet. Si sfrutta un’applicazione installata direttamente nel terminale e la connessione Wi-Fi (o eventualmente una scheda SIM). 

    Funzionamento

    Come funziona, tecnicamente, un POS? In ogni caso, a prescindere dal modello, l’esercente dovrà dotarsi sempre di un dispositivo che sia “fisico” e che fungerà da lettore di carte fisiche e digitali. Per effettuare un pagamento in questa maniera, basterà all’esercente, digitare l’importo da addebitare al cliente e preparare quindi la transazione. Si conclude, poi, la transazione con la lettura della carta: si può inserire la scheda (metodo chiamato chip & pin); si può strusciare la carta nella fessura oppure sfiorare la carta o lo smartphone (contacless). Soltanto nei primi due casi sarà necessario digitale il PIN di 4 cifre previsto. 

    Obblighi per gli esercenti

    Il Governo italiano ha varato una serie di misure con l’obiettivo di accelerare i tempi per quanto concerne l’attuazione del PNRR e tra queste figura l’anticipo dell’attuazione delle sanzioni a determinate categorie di esercenti che non permettono pagamenti tramite POS (sanzioni in vigore dal 30 giugno).

    Ovviamente, come facile intuire, tutte queste misure sono state poste in essere per cercare di combattere l’evasione fiscale. Ma sarebbe opportuno capire effettivamente a chi sono rivolti gli obblighi. Si parla di alcune categorie specifiche, quali: commercianti (sia di negozi piccoli che più grandi, i quali vendono la merce in qualsiasi luogo, anche se venditori ambulanti); artigiani (fabbri, falegnami); attività di ristorazione (bar, ristoranti, pub e pizzerie); professionisti che esercitano la loro attività in proprio e si relazione in maniera diretta col cliente (avvocati, notai, idraulici, ingegneri, geometri, architetti, commercialisti, agronomi, dentisti, medici in generale e consulenti del lavoro); infine, le attività ricettive quali hotel, agriturismi e B&B.

    Fino ad eventuali modifiche, risultano ancora escluse alcune categorie di esercenti. Per esempio, i tabaccai e i benzinai: questi appartengono a categorie speciali, le quali incassano e riversano le imposte statali (pensiamo ad accise sulla benzina, alla gestione di marche da bollo) e godono di un grado di tracciabilità dell’attività elevato. Difficile, però, oggi come oggi, incontrare un distributore di benzina che non sia dotato di POS. Sono esenti dagli obblighi anche i professionisti che esercitano in studi associati o che non hanno rapporti diretti con i clienti. 

    Quali sono i vantaggi

    Il vantaggio evidente ed essenziale di sfruttare il funzionamento del POS è sicuramente legato alla possibilità di non perdere clienti ma rimanere competitivi sul mercato. La maggior parte delle persone, specie negli ultimi tempi, stanno cominciando ad abbandonare il contante in favore di strumenti digitali. Come riferiscono le analisi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, i pagamenti digitali hanno raggiunto ormai un controvalore di ben 327 miliardi di euro con una crescita del 22% nel 2021 rispetto al 2020. A breve saranno resi noti i dati riferiti all’anno 2022. 

    D’altronde, non dimentichiamo che il Governo ha stanziato anche una serie di agevolazioni fiscali non di poco conto per chi utilizza la carta per eventuali pagamenti tramite POS. In generale, possiamo dire che i pagamenti con POS garantiscano la possibilità di: tracciare i pagamenti; pagare senza ricorrere per forza ai contanti; far confluire il denaro su un conto corrente senza recarsi in filiale; accettare pagamenti in tutti i modi più moderni (anche smartphone); incrementare le entrate rispondendo all’esigenza delle persone.