Gestire Denaro e Ricchezza Personale



Al giorno d’oggi il denaro viene utilizzato come mezzo di scambio per qualunque tipo di transazione legata a beni o servizi. E’ dunque estremamente importante conoscere le regole di base e possedere gli strumenti necessari per gestire al meglio il denaro al fine di incrementare il proprio patrimonio.

Nel nostro paese, esistono molti pregiudizi sul denaro e sulla ricchezza, che spesso ne evidenziano le connotazioni negative. Le persone che perseguono il fine di aumentare la ricchezza personale, vengono spesso etichettate come persone avide e prive di umanità. Se, invece, osserviamo la questione da una nuova prospettiva, possiamo considerare il denaro come il mezzo necessario per conseguire i nostri obiettivi.

In questo modo, la negatività o la positività riguarda gli obiettivi che vogliamo perseguire ed i valori a cui ci ispiriamo per poterlo fare e non il denaro in se’, che ne rappresenta il mezzo. Molto spesso ignoriamo che anche obiettivi di tipo umanitario e progetti volti ad aumentare la qualità della vita di tutti noi, necessitano di grandi apporti finanziari. La capacità di gestire ed accrescere le risorse finanziarie destinate a questi progetti permetterà di realizzarli nel modo migliore possibile.

Ciascuno di noi, per poter condurre una vita normale e dignitosa, deve procurarsi delle entrate (in denaro) che gli permettano di far fronte alle spese (costi) che deve (o vuole) sostenere per poter soddisfare i suoi bisogni (primari o secondari che siano).



Le nostre entrate monetarie sono spesso il frutto dello scambio di una prestazione professionale (lavoro) con denaro. La prestazione professionale potrà essere erogata alle dipendenze di una azienda o come libero professionista. Esistono anche altri modi per procurarsi delle entrate monetarie. Uno di questi è creare e gestire un’attività che sia in grado di generare flussi di denaro nel tempo (impresa). Un altro modo ancora, è quello di investire parte del proprio denaro in attività che garantiscano nel tempo un ritorno superiore a quanto impiegato inizialmente (investimenti). Esistono importanti differenze tra queste modalità che vale la pena sottolineare. Nel lavoro dipendente i nostri introiti vengono tassati a monte e col reddito netto che otteniamo paghiamo tutte le spese (costi) del periodo. Quello che ci rimane rappresenta il nostro guadagno.

Il libero professionista e l’impresa possono detrarre le spese inerenti l’attività dal fatturato del periodo (introiti delle prestazioni erogate) e successivamente pagheranno le tasse solamente sulla rimanenza (reddito del periodo). L’investitore viene invece tassato sulle plusvalenze che riesce a realizzare (differenza fra valore di vendita e valore di acquisto). Dobbiamo tenere conto del fatto che nel nostro paese la tassazione sulle plusvalenze degli investimenti e di gran lunga inferiore alla tassazione sui redditi da lavoro e da attività di impresa. Non dimentichiamo, inoltre che, mentre come lavoratore o libero professionista dobbiamo lavorare in prima persona per generare entrate monetarie, negli altri casi è necessario dedicare solo una parte del proprio tempo; quella necessaria ad organizzare le attività ed eventualmente le persone che si occuperanno della nostra attività. E’ quindi importante, al fine di migliorare la propria situazione finanziaria ed aumentare la propria ricchezza, valutare il passaggio o l’ingresso in una delle due modalità di lavoro come investitore o imprenditore.

Accumulare un patrimonio consistente ci permetterà di investire delle quote dello stesso al fine di generare rendite automatiche (entrate periodiche certe). Tali entrate potranno via via garantirci una maggiore libertà (più tempo libero e meno dipendenza da vincoli esterni), fino al raggiungimento dell’indipendenza finanziaria (ossia della capacità di generare entrate sufficienti senza il bisogno di lavorare in modo continuativo).