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Domus Aurea di Roma, voluta da Nerone

    La “Domus Aurea”, fatta costruire per volere di Nerone, occupava una vastissima area che si estendeva dal Palatino e dalla Velia fino all’attuale chiesa di S. Pietro in Vincoli. La dimora di Nerone era lussuosa, i bagni erano forniti di acqua marina e solforosa, tutte le stanze erano coperto di oro e gemme preziose, inoltre alle spalle della casa vi erano ampi vigneti, pascoli e boschi.

    Nerone una volta ultimati i lavori della sua dimora, che impegnarono gli architetti Severo e Celere per circa quattro anni, aveva dichiarato che si trattava di una casa degna di un uomo.

    Purtroppo dell’immenso e fastoso palazzo di Nerone oggi resta ben poco, dato che alla sua morte i suoi successori distrussero o interrarono tutto. Tito e Traiano sopra il palazzo fecero costruire le Terme di Tito e di Traiano, inglobando la “Domus Aurea” nelle nuove costruzioni delle terme, fin quando nel Rinascimento non emersero i primi reperti. Dove sorgeva lo stagno Vespasiano vi costruì l’Anfiteatro Flavio o Colosseo, per la statua raffigurante Nerone posta dinanzi al vestibolo della “Domus Aurea”.

    Dell’originaria Domus area rimangono solo due settori nei pressi del colle Oppio, inglobati nelle Terme dotati da diversi ambienti che davano su un grande cortile. Sul lato meridionale del cortile vi erano gli ambienti più importanti, come i cosiddetti “cubiculi”, ossia le stanze da letto della coppia imperiale, altre famose stanze che devono il loro nome dagli elementi pittorici in esse presenti sono la famosa “sala della volta gialla”, “sala della volta nera”, “sala della volta delle civette”, la “sala ottagona” e la “sala della volta dorata”.

    Le decorazioni pittoriche di tali stanza oggi perdute, erano costituite da pitture di tipo tradizionale, piccoli paesaggi e l’inserimento di figure ai vari ripiani. Si pensa che la decorazione pittorica, sia opera di due artisti uno dei quali Fabullo, famoso pittore che dipingeva in toga.

    Tra i decori, i dipinti, i frammenti di mosaico, i rivestimenti in pregiati marmi e gli stucchi della Domus Aurea, in seguito ad uno scavo del 1506 fu rinvenuta pure una bellissima scultura, il gruppo del Laocoonte, che ad oggi è ritenuta essere una delle opere di natura scultorea più famose dell’antichità. Nerone pare avesse l’abitudine di ornare la sua dimora con i capolavori classici ed ellenistici razziati in Grecia.

    Gli scavi nella “Domus Aurea” iniziarono nel XVI secolo per l’interesse degli artisti del tempo di copiare e prender spunto dai bellissimi decori delle volte. Altri scavi furono poi compiuti sotto il papa Clemente XIII dall’architetto inglese O. Cameron intorno al 1758-69, pochi anni dopo l’antiquario Mirri fece liberare ben 16 stanze, e tra il 1811-1814 vennero effettuati gli scavi grazie all’architetto Antonio De Romanis che con il suo progetto riuscì a liberare dalla terra circa cinquanta stanze.

    Dopo un secolo gli scavi nella “Domus Aurea” ripresero sotto la direzione della Soprintendenza ai Monumenti del Lazio e successivamente fu esplorato anche il piano superiore ed avviati i lavori di impermeabilizzazione delle volte. La Domus Aurea nei primi anni Ottanta fu chiusa al pubblico per iniziare i lavori di restauro e conservazione delle strutture ed affreschi per poi essere riaperta solo pochi anni fa.