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Cos’è un Imballaggio e quanti ce ne sono in commercio?

Imballaggio

Cos’è un imballaggio? L’imballaggio è uno degli elementi poco considerati quando si parla di spedizione, ma in realtà è uno degli elementi più importanti. Infatti, l’imballaggio è necessario per proteggere il contenuto di un pacco. Ecco quali sono i diversi tipi di imballaggi e come scegliere il migliore.

Un imballaggio è una protezione. In questo modo, ci si assicura che l’articolo che viene spedito arrivi a destinazione senza urti involontari. L’imballaggio può essere di qualsiasi natura o materiale. Di solito l’imballaggio viene considerato come qualcosa in più, quindi si cerca di riciclare.

Per esempio, il materiale che si utilizza più comunemente è la carta di giornale o di altri plichi , ma questa formula può danneggiare alcuni prodotti. Quindi, l’imballaggio dovrebbe essere calibrato su quello che è il prodotto, soprattutto quando si tratta di vendita. Così, si evitano richieste di rimborso basate sul fatto che il prodotto è arrivato rotto o inutilizzabile.

Durante il processo produttivo, ossia durante la produzione degli imballaggi, potrebbe essere fondamentale l’utilizzo di un apposito programma gestionale, ossia di un software per imballaggi che possa permetterci di monitorare costantemente tutte le fasi dei processi produttivi sino alla completa realizzazione del prodotto.

 

Tra i diversi tipi di imballaggio ci sono:

  • per vendita o imballaggio primario. L’imballaggio primario è un imballaggio che viene venduto all’utente finale o al consumatore per essere utilizzato subito per proteggere un prodotto in vendita;
  • imballaggio multiplo o secondario: serve a facilitare il rifornimento. In più, si elimina senza per questo causare danni al prodotto, per esempio i contenitori da esposizione per poter riporre quell’oggetto sullo scaffale;
  • imballaggio per il trasporto. Serve esattamente per evitare i danni connessi al trasporto.

Per essere considerato imballaggio, secondo il decreto legislativo 152 del 2006, questo non deve essere parte del prodotto e deve essere necessario per contenerlo, sostenerlo o preservarlo. In più, è considerato imballaggio anche ciò che viene venduto come usa e getta se svolge questa funzione. Infine, le varie parti dell’imballaggio (se ci sono varie parti) vanno considerate complessivamente, a meno che non siano parte integrante del prodotto.

Per esempio, il tappo di un profumo serve per mantenere le caratteristiche della fragranza, però non è considerato imballaggio, perché fa parte integrante del prodotto.

Oltre a questa normativa, c’è il decreto ministeriale del 22 aprile 2014 che recepisce in Italia la Direttiva Europea 2 del 2013. Vengono quindi considerati imballaggio:

  • appendini,
  • articoli per confezionare,
  • bancali,
  • barattoli,
  • barilotti,
  • bastoncini,
  • sacchi,
  • bobine di legno,
  • bombole,
  • borse.

 

Invece, non sono considerati imballaggio (a titolo di esempio):

  • le buste portadocumenti,
  • le bustine da tè,
  • le bustine solubili per i detersivi,
  • la carta per imballaggi venduta separatamente (in questo caso, viene considerata prodotto),
  • i raccoglitori,
  • le cartucce per stampanti.

 

Infatti, si pensa che questi prodotti, anche se proteggono, fanno parte del prodotto e ne rendono possibile l’utilizzo.

 

Quali sono i costi di imballaggio?

Il materiale da imballaggio si può acquistare nei negozi specializzati, oppure ordinare online. In alternativa, in caso di grossi ordini, si può chiedere a chi spedisce di procedere al giusto imballaggio con un sovrapprezzo. Infatti, tutto dipende dai costi.

Se ci sono grandi ordini, si può anche ottenere una fornitura completa da imballaggio, in modo che il prodotto sia protetto con il supporto adeguato come esce dalla fabbrica. Se, invece, è a uso domestico, si può scegliere l’imballaggio della quantità necessaria.