Come gestire al meglio una badante in questo momento

Come gestire al meglio una badante in questo momento



L’emergenza sanitaria che da diversi mesi stiamo vivendo causata dalla pandemia mondiale per Covid 19, ha seriamente compromesso tutti i settori lavorativi e le relazioni interpersonali e sociali, causando non poche problematiche nelle famiglie con bambini e genitori anziani che necessitano di assistenza.

*ANZIANI E BADANTI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS*

La grave crisi ha coinvolto purtroppo tutti i settori lavorativi, compreso le colf e badanti, lasciando gli anziani sempre più soli e badanti in fuga nei Paesi d’origine per paura del contagio.

È questa la situazione in cui si sono trovate molte famiglie alle prese con le problematiche che la mancanza improvvisa di aiuti, ha creato.

Ci sono determinate situazione però, in cui l’assistenza di prestazione domiciliare è essenziale, basti pensare agli ultraottantenni, agli anziani affetti da malattie croniche degenerative quali “la demenza senile” o l’Alzheimer, a persone non autosufficienti, soprattutto in questa ultima fase di Covid 19, nella quale sono riprese le attività lavorative e le famiglie non riescono ad accudirli h24.

*COME GESTIRE AL MEGLIO IL RIENTRO DELLE BADANTI*

Abbiamo chiesto a Gallas Group che ha recentemente aperto un’agenzia a Reggio Emilia (qui il sito), di spiegarci le norme che regolano questo personale.

Il “DPCM del 26” aprile scorso, ha stabilito che badanti colf e baby sitter possono riprendere l’attività lavorativa anche se non conviventi con la persona o famiglia presso la quale svolgono la loro attività, essendo la loro prestazione assistenziale indifferibile e preziosa.

Inutile sottolineare come in questo momento, più di qualunque altro, è importante rispettare le regole prima di tutto del buon senso, ma anche legislative e contrattuali per poter far rientrare al lavoro le badanti, tutelando gli anziani e le lavoratrici stesse.

A tale scopo è necessario eseguire attentamente un vademecum indicato, in caso di non convivenza continuativa:

  • Sarebbe opportuno sia per la lavoratrice che per l’assistito, eseguire il tampone e produrre certificazione di negatività dello stesso;
  • Obbligo di indossare mascherine e guanti per la lavoratrice e la persona da assistere;
  • Sanificazione degli ambienti e intensificazione pulizia giornaliera;
  • Concordare con i familiari altre eventuali procedure di sicurezza.

Nei rapporti di lavoro “in regime di convivenza” invece, si raccomanda ai lavoratori, considerata l’importanza dell’attività assistenziale che svolgono verso persone fragili e immunodepresse, di limitare i contatti con altre persone e di uscire solo per esigenze strettamente necessarie.

*COME SCEGLIERE UNA BADANTE*

Sicuramente in questo delicato periodo, le famiglie tutto vorrebbero fare tranne che far entrare nelle proprie abitazioni persone estranee, dopo che hanno fatto sacrifici immensi durante la quarantena, per tutelare se stessi e tutti gli abitanti della casa, evitando qualsiasi contatto con gente esterna e rinunciando anche ad andare a fare la spesa.



Come poter pensare di affidare il proprio genitore con tante patologie delicate, a persone estranee, delle quali la maggior parte delle volte non si sa niente, se non la provenienza?

Tutto si complica se si risiede in zone del nord quali la Lombardia, il Veneto e L’Emilia Romagna, dichiarate zone rosse per la diffusione del virus Covid 19, nelle quali la situazione non è ancora tornata alla normalità, e continuano ad esserci casi positivi (anche se un numero decisamente inferiore), e anche alcuni decessi.

Ma comunque bisogna cercare di riprendere la vita lavorativa e non ci si può permettere di lasciare soli i nostri cari che hanno bisogno di assistenza. Un valido aiuto in questo momento ci è dato dalle agenzie di badanti presenti in quasi tutto il territorio nazionale.

Prendiamo ad esempio una città del veneto: , e a chi rivolgersi per cercare persone affidabili.

In tutte le città italiane ci sono agenzie in grado di tutelare la qualità della vita umana, e proteggere l’esistenza soprattutto in momenti di anzianità e malattia.

Trovarle non è la cosa più semplice, per il periodo del momento, per la diffidenza e la paura delle famiglie e per il timore delle lavoratrici.

L’unica soluzione possibile in questo momento, che accomuna le famiglie e le lavoratrici, è rivolgersi ad una agenzia di badanti, in grado di garantire la massima sicurezza anche ai tempi del Coronavirus, assicurando:

  • Personale qualificato e formato;
  • “Utilizzo” di dispositivi di protezione;
  • Monitoraggio costante di tutte le fasi dell’assistenza;
  • Certificazione lavorativa idonea.

Le agenzie

Nell’ultimo decennio un gran numero di famiglie italiane si sono rivolte ai centri di assistenza domiciliare, per affrontare le problematiche dei malati e degli anziani, che non riescono a fronteggiare da sole.

Le agenzie di badanti adottano i massimi controlli e precauzioni, e garantiscono la tutela alla salute degli assistiti “e degli operatori”.

Ma molto spesso le famiglie, prima di assumere una badante, devono superare alcune resistenze anche di natura psicologica; l’anziano infatti, non accetta quasi mai di buon grado, l’intrusione di una persona estranea in casa, e solo col tempo e acquistando la sua fiducia, si potrà creare un rapporto di rispetto reciproco.

La missione di molte agenzie è quella di garantire e selezionare un personale altamente qualificato e formato, in grado di assistere l’anziano in tutte le fasi della giornata, rispettando la dignità della persona, i principi di libertà e l’integrità psicofisica, oltre ad interagire per qualsiasi intervento e obiettivo da raggiungere, con i familiari.

Infine, è consigliabile, soprattutto in questo particolare momento, consultare e affidarsi ad agenzie di badanti certificate e iscritte all’albo, che sono in grado di fornire sicurezza e tutela, sotto tutti i punti di vista: medico, fiscale e retributivo, e che stabiliscono un rapporto diretto con i parenti dell’assistito, cercando di venire incontro a tutte le esigenze personali, ed evitare rapporti di lavoro occasionali e non continuativi.

Cerchiamo di tutelare i nostri anziani, patrimonio dell’umanità!