Basilica Di San Pietro In Vincoli

Basilica Di San Pietro In Vincoli



La Basilica di San Pietro in Vincoli, che deve il nome “vincoli o vincula” alle catene, qui conservate e rappresenta una delle più remote testimonianze di chiesa paleo-cristiana al mondo. Tale basilica romana è nota pure col nome di ‘Basilica Eudossiana’, dal nome dall’Imperatrice Eudossia, figlia di Teodosio II e moglie di Valentiniano III, che la fece erigere nel V secolo d. C. L’imperatrice volle fondare tale basilica per dare degna custodia alla catena con cui era stato imprigionato San Pietro nel Carcere Mamertino di Gerusalemme. Pare che San Pietro avesse eretto nello stesso luogo un oratorio che fu distrutto nell’incendio del 64 d.C. e poi ricostruito dai cristiani.

Questa chiesa, sita nel quartiere di Monti, nei pressi dalla zona dei fori romani, è stata modificata dai numerosi interventi subiti nel corso dei secoli, infatti nel VIII secolo l’edificio è stato quasi interamente ricostruito, nel XVI secolo è stata rifatta la facciata ed il porticato ed infine nel XVIII secolo è stato rinnovato l’interno della basilica. Grazie allo smantellamento del pavimento della basilica attorno gli anni sessanta del secolo scorso, per effettuare degli scavi archeologici miranti a riportare alla luce tutte le fasi precedenti alla sua edificazione, ossia al V secolo, sono stati scoperti degli edifici di età repubblicana ed imperiale.



La chiesa ha la pianta basilicale ed è suddivisa in tre navate, separate da 20 bellissime colonne di marmo greco-doriche, provenienti secondo alcuni dalla Prefettura urbana. Nella volta a botte ribassata della navata centrale, è possibile ammirare un grande affresco di Giovanni Battista Parodi. La facciata della basilica è chiusa dal portico, ed è circondata dalle mura del convento. Il portico, costruito sotto il progetto di Baccio Pontelli, si compone di cinque archi sostenuti da sei colonne ottagonali, dove sui capitelli si trova lo stemma di Giulio II.

Nonostante le varie ricostruzioni della Basilica di San Pietro in Vincoli, la catena di San Pietro, è rimasta conservata sotto l’altare maggiore ed ogni primo agosto viene esposta ai fedeli. Oltre la reliquia, la chiesa è famosa pure per i capolavori dell’arte cinquecentesca siti al suo interno, come ad esempio il “Mosè di Michelangelo”, posto a partire dal 1545 nel transetto destro. Si tratta di una statua realizzata nel 1513, per ornare il monumento funebre di Giulio II. La realizzazione di tale mausoleo fu però messa da parte e ultimata alla morte del papa, per dare priorità alla ricostruzione della basilica di San Pietro, evento che il Buonarroti definì “la tragedia della sepoltura”.

Tale maestosa statua di circa due metri e trentacinque centimetri di altezza, raffigura la figura del profeta disceso dal Sinai con le Tavole della Legge sotto il braccio, e rappresenta la rabbia e stupore nel trovare gli israeliti intenti ad adorare un vitello d’oro. Altre opere meno famose ma degne di nota presenti nella basilica sono il mosaico bizantino raffigurante S. Sebastiano e la cripta posta sotto l’altare principale.